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"La storia stessa della nostra
famiglia" dice Basilio Liverino, 77 anni, idee e carisma da vendere "ci porta a
privilegiare la concretezza del lavoro rispetto alla retorica delle celebrazioni".
Di storia si parla spesso nella moderna sede della Liverino, circondata da pini marittimi
e sovrastata dal Vesuvio; e bisogna ripercorrerne le tappe fondamentali per capire la
realtà di quest'azienda centenaria e immaginarne il futuro possibile.
Uno dei figli del fondatore introdusse la lavorazione dei cammei e quella del corallo
asiatico, importato dal Giappone.
Con lui ebbero inizio le esportazioni (in Svizzera e in Germania) e anche le forniture a
importanti gioiellieri italiani, come Bulgari. Quando morì prematuramente, nel 1949,
quattro anni prima del padre, l'azienda contava su cinquanta operai, tra interni ed
esterni. |
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"Allora c'era la settimana
lunga" ricorda Basilio Liverino "e il lavoro veniva interrotto solo alle due del
pomeriggio della domenica, quando l'ultimo cammeista e l'ultimo orefice avevano consegnato
i loro pezzi, per riprendere il lunedì mattina.
" Il giovane Basilio prese le redini dell'azienda paterna e la gestì insieme con i
tre fratelli. La collaborazione con Giuseppe, Roberto e Vittorio (il primo e il terzo
ancora attivi nel settore, a Firenze e a Torre del Greco) s'interruppe agli inizi degli
anni settanta.
Basilio proseguì da solo nell'ampliamento dell'attività, della produzione e dei mercati,
consolidando definitivamente il prestigio della società anche con importanti iniziative
culturali. |
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