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Basilio Liverino

La pesca

 

la pesca del corallo Ci sono oggi alcune cose che sembrano impossibili: che qualcuno paventi l'estinzione del corallo, per esempio; o che non si riesca a rifondare, a Torre del Greco, una scuola per la lavorazione del corallo e del cammeo; o che uno spirito imprenditoriale "assai malinteso" accelleri la disintegrazione del sistema produttivo torrese.
"Solo persone ignoranti o in mala fede possono sostenere che la pesca del corallo abbia provocato danni all'ambiente marino: basta conoscere come funzionava l'ingegno delle coralline per trovare ridicola e pretestuosa una tale affermazione.
E poi oggi pescano solo i subaquei, l'ultima corallina é stata disarmata quattro o cinque anni fa. Lo stesso discorso vale per chi parla di progressiva scomparsa del corallo, una tesi assurda.
la pesca del corallo Di corallo ce n'é tantissimo intorno alle coste italiane e nel mediterraneo; e a conti fatti noi abbiamo bisogno al massimo del cinque per mille del corallo esistente. Il problema é quello di fare accordi internazionali e di organizzare una ricerca sistematica dei banchi coralliferi, sfruttando il meglio delle moderne tecnologie.
L'ultima ricerca seria é stata fatta nel 1920: possibile che lo Stato o la Regione non avvertono la necessitą di ripeterla? I raccoglitori di corallo sono disposti ad accettare qualsiasi regolamentazione, anzi auspicano norme sempre pił rigorose contro lo sfruttamento indiscriminato del mare; ma certo non hanno i mezzi per fare ricerche in proprio". Una volta pescato, comunque, il corallo va lavorato; e va lavorato come si deve. Ecco, dunque, l'esigenza di una scuola ad hoc, sul modello di quella fondata proprio a Torre del Greco verso la fine del secolo scorso.