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La capitale del corallo.
"Abbiamo la rara fortuna di essere la capitale mondiale del corallo".
E' mai possibile che rinunciamo alla formazione delle nuove leve, dalle quali potrebbero
uscire nuovi artigiani con aziende proprie? |
| La vecchia scuola é stata
trasformata in un istituto d'arte. Ottimo istituto, certo; ma non é la stessa cosa: noi
abbiamo bisogno di un centro di insegnamento molto più specifico e finalizzato. Spero
proprio che il sogno di riavere qui una vera scuola per la lavorazione del corallo e del
cammeo si trasformi presto in realtà, magari entro quest'anno". Certo, il momento
non é dei più felici; anzi é particolarmente delicato, sia a livello nazionale sia sul
piano locale. |
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"Questa é la peggiore
crisi vista in vita mia perché non é una semplice crisi congiunturale".
Qui c'é un deterioramento strutturale e umano che sta lentamente inaridendo il settore.
A volte mi chiedo quante possibilità abbiano i giovani di oggi di veder lavorare il
corallo a Torre del Greco fra 25 o 30 anni. Non vorrei che l'egoismo dilagante ci facesse
fare la fine di altri grandi centri del corallo, da Trapani a Barcellona, da Genova a
Livorno. |
Oggi la gente pensa solo a vendere
di più, senza rendersi conto che questo può significare finire prima. Le nostre sono
fatalmente aziende artigiane, non possono essere gestite con criteri di stampo
industriale, non possono essere orientate all'aumento indiscriminato della produzione.
Noi, per esempio, aspiriamo non a moltiplicare l'azienda, a dilatarne le dimensioni e ad
accellerarne innaturalmente i ritmi, ma a consolidare e sopratutto a migliorare la
produzione. |
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